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La Chiesa Madre di S. Andrea Apostolo PDF Stampa E-mail

 

 

chiesa_matriceCertamente anteriore al 1579, la chiesa di S. Andrea Apostolo è presentata come unica parrocchiale del casale di Curinga, sub Maidae ditione constituto, nel 1595. Aveva probabilmente tre navate agli inizi del Seicento. Questa, che è la prima costruzione nota alle fonti, veniva ex antiquitate temporis et vetustate nimia... a fundamentis redificata in forma quae modo est, come afferma una testimonianza del primo Settecento, facendo pensare a mutamenti nella ricostruzione che aveva avuto luogo nel XVII secolo, in epoca non anteriore al 1618 e non posteriore al 1661. E', infatti, di quest'anno un documento che presenta la Matrice come "chiesa nuova" (e perciò ancora priva di sagrestia) e che la descrive dotata di una sola navata, altare maggiore con "custodia indorata", sei altari laterali, "dui campane riposte sopra un pezzo di moraglia", fonte di battesimo e fonte d'acqua santa.  La struttura, considerata già diruta nel 1782, veniva distrutta dal terremoto del 1783. Una terza chiesa parrocchiale veniva ricostruita, stavolta di nuovo con pianta a tre navate, tra il XVIII ed il XIX secolo. Subiva corposi interventi di restauro negli anni Cinquanta del secolo XX nel corso dei quali si portava a termine il ridimensionamento dell'altezza della facciata, avviato dopo i terremoti del 1905 e del 1908, con eliminazione dell'ultimo ordine. La facciata, inoltre, subiva un vistoso processo di "rasatura" e veniva coperta da intonaci. A partire dallo stesso decennio e, poi, in quello successivo, consistenti superfetazioni venivano addossate all'area absidale. 

L'ultimo edificio veniva costruito su progetto dell'ing. Ermenegildo Sintes.

 

L'edificio ha pianta longitudinale a tre navate con facciata volta a nord-est ed abside centrale semicircolare coperta da catino. La navata principaleha, sulla porta maggiore, una cantoria, dotata di organo almeno fino al 1898. Ai due latidell'abside si aprono due ampie sagrestie, con sotterranei adibiti ad ossari e con sopraelevazioni, negli anni Cinquanta rimaneggiati e destinati ad altri usi. Nella costruzione sono presenti numerosi vani sepolcrali, pubblici, privati, di confraternite. Il campanile è impostato sulla navata di destra, precisamente a livello dell'angolo formato da questa e dalla facciata.

 

Tratto da:

Geografie verticali. L'edilizia sacra di una comunità calabrese. Curinga, di S. Augruso,G. Calvieri, P. De Vita, P. Monteleone, Vibo Valentia, Qualecultura, 2001

 
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