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Chiesa dell'Immacolata

Chiesa dell'Immacolata

Chiesa dell’Immacolata (già di S. Nicola Vescovo).

   Image Ubicazione Centro storico, Piazza Immacolata ( già “Passu di S. Nicola”). Interventi documentati dal 1835 e protrattisi fino ai primi del nostro secolo colmavano il canalone che si apriva davanti alla facciata, dove oggi c’è la piazza, e rendeva difficile l’accesso alla chiesa che, in una RVP del 1640 è detta expositam extra sed prope habitatum. Prima di tali modifiche e prima che venisse costruita, sul lato sud, la strada Curinga - Maida (1898), l’edificio sacro si presentava eretto su una sorta di sperone con gli alti volumi del transetto e dell’abside sospesi sulla valle sottostante. Gravi danni arrecava, nella seconda metà degli anni sessanta del secolo XX, uno smottamento determinato dagli scavi effettuati per la costruzione del cosiddetto “Palazzo-banca”, sempre sul lato sud.

Cronologia

    La prima menzione archivistica della chiesa di S. Nicola è del 1593. Un documento di interpretazione malsicura, del 1661, la dice “consistente in una nave con cappella e l’altare maggiore nel rimpetto”. “Totalmente diruta” dopo il terremoto del 1783, viene ricostruita in anni posteriori al 1790 e certamente prima del 1810. A metà Ottocento viene presentata dalle fonti come dotata di navata centrale con abside semi-circolare , crociera, una navata laterale e, tra il 1891 ed il 1913, viene eretto il secondo campanile. Tra il 1862 ed il 1911 dai Guzzi di Miglierina l’interno viene decorato con stucchi policromi. Nel 1909 vengono collocati l’altare maggiore e la balaustra in marmi policromi. Nel 1929 veniva ristrutturata e decorata la facciata (su progetto dell’ing. Simeone di Messina), che assumeva la fisionomia attuale e che conferiva alla chiesa la sua facies definitiva a conclusione di più di un secolo di lavori.

Costruttore

Molto probabilmente maestranze locali.

Descrizione

   L’edificio ha pianta longitudinale a tre navate coperte da volte, cantoria con organo del 1915 sulla porta maggiore, abside centrale semicircolare coperta da catino, transetto, cupola ellissoidica contenuta in un tiburio ottagonale, facciata volta a sud-ovest, due campanili sui lati della facciata.

Utilizzazione originaria

    Le fonti del 1593 qualificano S. Nicola come parachialis ecclesia; essa era probabilmente un presidio pastorale del rione Calicinò. Dal 1595 al 1741 è documentata, nella chiesa, la presenza di una confraternita intitolata allo stesso S. Nicola. Sicuramente ad epoca anteriore al 1679 risale la fondazione, nella stessa chiesa, della Confraternitas Conceptionis B.M.V. . Era probabilmente dedicata alla “Concezione” la cappella rilevata dal già citato “Apprezzo” del 1661. Nei documenti episcopali un Altare (sub invocatione) SS.me Conceptionis è presente nella Chiesa nel 1651. Una confraternita dello stesso titolo, in ogni caso, sembra essere presente nella Chiesa nel 1651. Gradualmente, nel corso dell’Ottocento, sia nella pratica della burocrazia ecclesiastica che nell’uso corrente, si sostituisce al titolo primitivo il titolo attuale.

Utilizzazione attuale

Luogo di culto. Sede della Confraternita dell’Immacolata. L’altare maggiore, dedicato all’Immacolata Concezione, ospita una Statua della Vergine, legno policromo, altezza: cm 120. La prima menzione di una Imago ipsius V.S. sumpta in ligno fornice pariter lignea deaurata, venerata presso l’altare della Confraternita dell’Immacolata nella chiesa di S. Nicola, è nella Relazione di Visita Pastorale a Curinga di don Francesco Antonio Romano del 1762.

Fonti

Estratto dal testo : GEOGRAFIE VERTICALI Autori: Sebastiano Augruso - Giovambattista Calvieri – Palma De Vita – Pietro Monteleone.

Edizioni 'Qualecultura'